Negli ultimi due articoli abbiamo visto come due elementi che mantengono in vita il comportamento problematico (urlare, lanciare oggetti, picchiare il fratellino ecc…) dei bambini siano l’attenzione e l’ottenimento di un premio, perchè seguono alle azioni violente del bambino, ovvero egli li ottiene subito dopo la messa in atto del suo comportamento.
Parlando in generale, questo tipo di conseguenze sono “facilmente” osservabili 🔍 a un occhio attento, perchè l’attenzione richiede vicinanza fisica e verbale e la ricompensa è ancora più facilmente individuabile perchè si manifesta con premi tangibili e ben identificabili (caramelle, televisione ecc…).
“Al contrario, si può richiedere maggiore attenzione per identificare le situazioni di rinforzo negativo. In questi casi, infatti, il bambino si comporta in un dato modo non per ottenere qualcosa che non ha, ma per EVITARE una situazione che non gli piace” (Nisi, Ceccarani, p.11).
Ad es. se un bambino ha difficoltà con la risoluzione dei problemi matematici o, più in generale, con i numeri e si trova in una lezione per lui noiosa o di difficile comprensione, oppure, ancora peggio, gli viene chiesto di risolvere un problema matematico alla lavagna, egli può ricorrere a un comportamento problematico per riuscire a evitare una richiesta esterna di prestazione (andare alla lavagna) oppure evitare di stare in un contesto che lo annoia. Allora, a questo punto, può fingere, con molta credibilità, di avere dolori fisici (alla pancia, alla testa …), così nove volte su dieci verrà soccorso, allontanato dalla classe, coccolato ecc… . Passata la lezione o l’interrogazione egli si dimenticherà del dolore e tornerà il solito bambino di sempre.
In questo caso si parla di rinforzo negativo, perchè grazie al suo comportamento il bambino ottiene di non fare ciò in cui è in difficoltà o di evitare una situazione noiosa e/o per lui avversiva.
🔻🔻 Esempio di sequenza di rinforzo negativo 🔻🔻
⚠️ Anche in questo caso è molto importante conoscere i gusti del bambino (cosa gli piace oppure non gli piace), le sue abilità (in cosa è bravo e in cosa no) per poter poi osservare in quali situazioni egli manifesta il suo comportamento disadattivo e cosa segue subito dopo.
⏩ E’ necessario che l’adulto non giustifichi il bambino ⏪ con frasi del tipo “poverino” (!!!) o scusanti relative al fatto che si fa tardi a un appuntamento … … .
L’importante, in questo caso, è, ancora una volta, avere un atteggiamento che punta all’autoconsapevolezza, chiedendosi se il bambino, con un dato comportamento, riesce a evitare o sfuggire ambienti, attività o persone a lui sgradevoli o in cui lui si trova in difficoltà.
Se la risposta è SI qualsiasi aiuto da parte dell’adulto si rivela inutile e controproducente, perchè non favorisce una crescita del bambino e, soprattutto, quest’ultimo non impara nuove abilità, non impara a “cavarsela” da solo nell’affrontare quello che per lui è un problema!! Allora le conseguenze positive mantengono in vita il comportamento problematico infantile.
Quindi:
- come intervenire sull’ambiente (domestico, scolastico ecc…) per far diminuire le crisi infantili❓
- Qual è il comportamento dell’adulto più idoneo per favorire la riduzione di queste crisi❓
Nel prossimo articolo proveremo a rispondere in modo molto concreto a questi due quesiti!
💬 Tu cosa pensi ❔
💬 Ti è mai capitato di riconoscere un comportamento di un bambino finalizzato a evitare una situazione per lui spiacevole❔
💬 Come hai reagito di fronte al suo modo di fare❔
Luciana – 📱 3281556141 📧 lucianapellizzato@gmail.com
Riferimenti bibliografici: Nisi A., Ceccarani P., Il comportamento e le sue conseguenze, pp.8 – 15.
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