Tempo fa, feci un post su LinkedIn dal titolo “La gratificazione … questa sconosciuta“, perchè nel mio lavoro noto che avviene, non di rado, che noi siamo sempre pronti a sgridare i bambini quando ne combinano qualcuna, ma poco inclini agli apprezzamenti quando fanno qualcosa che ci garba.
Anzi, a dirla tutta, avviene che i comportamenti problematici vengono notati (1) e rimproverati (2), mentre i modi di fare collaborativi diventano invisibili, come non ci fossero.
🙇❓In questo modo, cosa scatta nella testa del bambino? >> Meglio che mi faccio notare con qualcosa di negativo, piuttosto che rimanere nell’ombra!
Il fatto che siano bambini, quindi piccole persone, non vuol dire che non abbiano gli stessi nostri bisogni e un bisogno su tutti, il più pregnante per la crescita, è quello di essere guardati, visti!
Abbiamo chiuso l’articolo di lunedì scorso affermando che molti bambini si comportano in modo disadattivo, semplicemente perchè nessuno di noi gli ha mai insegnato ad agire diversamente. E l’apprendimento di un nuovo modo di comunicare e di comportarsi è sempre legato, per tutti noi, a un motivo, uno scopo.
Ogni comportamento ha delle conseguenze e per far sparire, o almeno ridurre, nei bambini con cui interagiamo un comportamento (qualsiasi esso sia) è necessario non fargli seguire nessun evento (quando tale comportamento non è pericoloso per sè e per gli altri).
👉 Zero conseguenze = comportamento sparito 👈
“E’ quindi importante che il nostro bambino venga gratificato per ogni comportamento positivo prescelto, o per ogni passo verso l’acquisizione di una nuova abilità” (Nisi A., Ceccarani P., p. 37).
La gratificazione comprende:
💢 l’approvazione del genitore, insegnante, baby sitter … con frasi quali hai fatto un ottimo lavoro ecc …
💢 il contatto fisico in genere: carezze, bacini, l’essere preso in braccio …
💢 il poter svolgere la propria attività preferita: giocare con gli amici, guardare la televisione …
💢 l’uso di un oggetto preferito, come un giocattolo che a lui piace tanto …
💢 cibi e bevande preferiti: il gelato, la torta, succhi di frutta …
Quindi, riassumendo i punti qui sopra, gratificare un bambino significa accontentarlo in quello che a lui piace di più, dimostrandogli che apprezziamo e valorizziamo il suo modo di fare. Ed è proprio questo sentirsi apprezzato, notato, stimato da parte del bambino che rende la gratificazione estremamente importante.
Un incontro bambino/adulto fatto non solo di regole, ma di riconoscimento reciproco, in cui l’adulto osserva il bambino nei suoi bisogni e in cui il bambino saprà, sentendosi apprezzato, dare affetto all’adulto e non solo provare timore per lui.
Il bambino troverà nell’adulto che adotterà questo comportamento una solida e coerente base su cui appoggiarsi.
A questo proposito, Arianna Montagni – pedagogista clinico, pedagogista e mediatore familiare – afferma che la gratificazione è una “strategia educativa” che porta a mettere in evidenza i “colori dell’azione educativa”, ovvero un giusto e sempre ricercabile mix tra autorevolezza/autonomia e dipendenza/libertà.
In concreto, il bambino potrà ricevere, SE mette in atto comportamenti gentili e collaborativi, contemporaneamente gesti di approvazione (lodi fisiche e verbali) e un premio concreto in base ai suoi gusti personali.
L’uso di gratificazioni e premi non è affatto una cosa banale come può sembrare a prima vista! Anzi, questa strategia educativa può dare ottimi e verificabili risultati seguendo alcune regole basilari:
🌀 il premio scelto deve effettivamente far saltare di gioia il bambino! A questo proposito, può essere utile compilare una lista dei rinforzi, ovvero un promemoria molto efficace di cosa piace di più al bambino nei termini di gesti di approvazione e premi per tenerli ben presenti e usarli quando egli adotterà un modo di fare incompatibile con uno problematico.
🌀 Nessun premio dev’essere dato a caso, ma SOLO quando il bambino mette in atto uno dei comportamenti visti in precedenza (ti ricordi la tabella?) o che tu deciderai. C’è una specie di patto dichiarato tra adulto e bambino: ti gratifico se collabori.
🌀 Può essere utile un ricambio dei premi onde evitare la noia da parte del bambino.
🌀 Il premio va dato subito dopo la messa in atto del comportamento da premiare, perchè le conseguenze immediate sono le più potenti a favorire un nuovo apprendimento.
Alla fin fine, come sempre, tutto dipende dalla tua scelta.
Aiutare un bambino a crescere non richiede solo cure materiali, ma anche quelle psicologiche, relative al modo di comportarsi, al senso di soddisfazione da lui percepito. Facendo sentire un bambino visto e apprezzato si metterà del cemento su quell’orgoglio sano, che deriva dal costruirsi gradualmente un’immagine di sè come piccola persona che ce la fa a portare avanti i propri compiti evolutivi.
➖ Tu cosa scegli❓
➖ Scegli di imparare e adottare pratiche educative che portano te stesso e i bambini con cui ti relazioni a crescere e a evolvere oppure di concentrarti solo sulle cure materiali e lasciare l’educazione al caso❓
➖ Mi piacerebbe conoscere la tua scelta ➖
Nell’ambito in cui tu non intervieni lo farà qualcun altro e lo farà come lui ritiene più opportuno. Va di conseguenza che alla lunga i bambini acquisiranno altri modelli comportamentali diversi dai nostri.
Luciana | 📧 lucianapellizzato@gmail.com | 📱 328 1556141
Riferimenti bibliografici: Nisi A., Ceccarani P., Il comportamento e le sue conseguenze, pp. 37-40; – Perchè è importante gratificare i bambini pubblicato il 2 novembre 2016
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