L’incontro tra didattica/scienza e accoglienza/libertà: l’esempio della Scuola Giovanni XXIII° di Padova

Quando si parla di asilo nido e scuola dell’infanzia, così come per gli altri gradi di scuola, è necessario tenere presente quale idea si ha della scuola e qual è l’ atteggiamento dell’educatore o dell’insegnante più idoneo a raggiungere gli obiettivi fissati in fase di programmazione scolastica.

Daniela Lucangeli, professoressa di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione all’ Università di Padova, afferma che è necessario tornare all’idea di una scuola alleata del bambino, ovvero di educatori che aiutano il bambino a capire il perchè l’errore è accaduto e quindi ad agire diversamente.

Quindi alla base della programmazione c’è un’idea di scuola accogliente e l’esempio della Scuola d’Infanzia con Nido Integrato Giovanni XXIII° di Padova si può riassumere nella frase “Una scuola per bambini e non bambini per la scuola“. Questa frase significa che la scuola è chiamata a rispondere ai bisogni dei bambini, quindi l’atteggiamento dell’educatore, secondo le parole della dott.ssa Patrizia Granata, dirigente scolastico, è quello di una persona sempre pronta a cambiare come cambiano i bisogni dei bambini in relazione alla loro fase evolutiva. In una scuola basata su principi scientifici è possibile e auspicabile che la presenza dell’educatore non sia dominante e favorisca la dipendenza del bambino, ma, al contrario, che sia l’educatore che si mette a disposizione affinchè il bambino porti a termine un compito e, nel contempo, sia avvenuta in lui una crescita, perchè si è sentito libero di esprimersi.

Un ruolo fondamentale in questo contesto è assegnato alle emozioni che si accompagnano in modo stretto alla didattica, in quanto ne tracciano un percorso che può essere di libertà o di paura. L’informazione che nella memoria è associata a un determinato tipo di apprendimento si ripresenterà ogni volta che il bambino si approccerà nuovamente a quel contenuto. Così se il bambino nel suo percorso scolastico verrà più in contatto con l’imposizione e la paura o viceversa con l’aiuto e la collaborazione questo produrrà in lui un sentimento, un’emozione che riemergerà ogni volta che svolgerà compiti simili o anche si approccerà a qualcosa di nuovo.

Questo perchè ogni esperienza che viviamo (riguarda tutti noi: adulti e bambini) traccia un percorso nel nostro subcosciente che riaffiorerà in modo inconsapevole ogni volta che si presenterà la stessa situazione o una di simile.

E’ il contesto, il materiale messo a disposizione che fa la differenza e gli strumenti che noi diamo ai bambini possono comunicare loro o emozioni relative alla libertà di espressione o al contrario attinenti alla ripetizione passiva di un modello adulto.

Come sottolineava martedì scorso Iacopo Russo nei commenti al mio articolo “L’atteggiamento fa la differenza!”, l’ambiente in cui viviamo e ci relazioniamo influenza a sua volta il nostro modo di relazionarci agli altri. Quindi è vero che con il nostro atteggiamento possiamo influenzare chi e ciò che ci circonda.

L’ambiente educativo messo a disposizione dalla scuola Giovanni XXIII° è in linea con le ultime ricerche scientifiche che mettono in evidenza, in massima sintesi, come l’allegria, la gioia nel modo di svolgere il proprio operato siano le emozioni che permettono a tutti noi di apprendere di più.

Tutto questo ha dato vita al Modello B612, ideato dalle professoresse Patrizia Granata e Daniela Lucangeli, che si snoda in tre laboratori didattici “Dire, Fare, Baciare” ai fini della continuità educativa e che vedremo lunedì prossimo.

Per chiudere diamo la parola ai bambini: nel servizio del Tg2 Tutto il bello che c’è, che presenta il modello B612 della Scuola Giovanni XXIII°, viene chiesto ai bambini cos’hanno disegnato e come tutto ciò li ha fatti sentire. Alla fine un bambino risponde: “Libero” … che bello … la libertà non come assenza di regole, ma come poter esprimere ciò che si è.

Luciana.

Riferimenti Bibliografici: – “Tg2 Tutto il bello che c’è“, pubblicato il 12 luglio 2018 – “Buongiorno Mattino con la neuroscienziata Daniela Lucangeli“, pubblicato il 3 aprile 2018 – John Dibley, Voglio Automotivarmi, ed. Schwarz Books

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