“Molto spesso, anche se non ce ne rendiamo conto, è la situazione stessa che permette al bambino di comportarsi in maniera problematica, o che, addirittura, lo “invoglia” a produrre un tale comportamento. … … In un caso come questo, se l’insegnante si limitasse ad ignorare il comportamento o, peggio ancora, se mandasse il bambino in un’altra stanza, correrebbe il rischio di soddisfare proprio il bisogno di allontanarsi, rendendo così più probabili future lamentele” (Nisi, Ceccarani, p. 25).
Ricordate l’esempio di sequenza di rinforzo negativo?
I comportamenti problematici che continuano ad esserci perchè l’adulto rinforza negativamente il bambino (= gli permette di allontanarsi da ambienti/attività/persone per lui sgradevoli) necessitano di un intervento ambientale, ovvero agire prima che si verifichi il mal di pancia/di testa … del bambino, in modo da non fargli mettere in atto il suo modo di fare tendente a evitare una situazione per lui difficile o noiosa.
Nella vita quotidiana, infatti, noi adulti abbiamo molte possibilità per aiutare un bambino a destreggiarsi con successo nei vari compiti giornalieri oppure per riuscire a farglieli evitare; dipende da cosa scegliamo! O scegliamo di dirgli “poverino” o scegliamo di farlo crescere mentalmente, non solo con il cibo.
Ricordate l’esempio del bambino in difficoltà a risolvere problemi matematici o che si trova in una lezione per lui noiosa? Con molta abilità finge dolori fisici, così viene quasi sempre prontamente soccorso con dolcezza e fatto allontanare dalla classe. Con il suo comportamento l’adulto l’ha si aiutato … a non imparare nuove abilità (Se mi aiuti, non imparo!)
Da queste poche righe si deduce come le tecniche di estinzione e di time out in questo caso non sono idonee, bensì è necessaria una “semplice strategia di programmazione ambientale” (Nisi, Ceccarani, p. 26).
Vediamo alcuni esempi di questa strategia. 💹 Nel caso di una lezione troppo tecnica per le capacità di un bambino si può presentare del materiale didattico più adatto alle sue capacità, quindi più semplice e stimolante. 💹 Nel caso che un bambino abbia facilità a distrarsi, è necessario tenere sul tavolo di lavoro solo il materiale relativo a quel compito e non altri oggetti che, in questo caso, fungerebbero da distrattori.
💹 Nel caso che un bambino giochi con l’asciugamano quando è ora di asciugarsi le mani e questo suo comportamento interferisca con l’apprendimento di questa abilità, è necessario che l’adulto trovi il modo di fissargli l’asciugamano cosicchè egli riesca ad asciugarsi le mani piuttosto che giocare (ad esempio, glielo si può fissare con una ago di sicurezza).
” Detto in parole diverse, in molti casi la strategia più semplice per ridurre un comportamento problematico consiste nell’evitare che il nostro bambino venga indotto in tentazione” (Nisi, Ceccarani, p. 27).
Proprio allo scopo di prevenire invece che continuare a sgridare o a fare da crocerossini serve fare un’attenta osservazione di qual è il comportamento problematico del bambino e cosa succede prima e dopo (Perchè i comportamenti problematici continuano ad esserci?)
Le strategie di organizzazione ambientale se opportunamente pensate e pianificate sono di sicuro un valido aiuto, ma non possono essere applicate a ogni problema. Un esempio lampante è che non possono essere applicate nel caso di due fratelli che litigano spesso, perchè non facendoli interagire tra loro si farebbe loro mancare i litigi, ma anche la possibilità di avere interazioni positive.
➡️ Spesso la programmazione dell’ambiente viene usata per aumentare l’efficacia di altre tecniche.
Ricordate quel bambino che grida e butta per terra gli oggetti ❓ Per intervenire con la tecnica dell’estinzione, ovvero ignorando il bambino, i genitori, come prima cosa, hanno dovuto spostare in un’altra stanza gli oggetti pericolosi per l’incolumità del bambino e per loro stessi.
Quando ignorare non è possibile ci viene in aiuto la tecnica del time out. Se il comportamento infantile diventa molto pericoloso per il bambino e per chi gli è vicino lo si può isolare per massimo 5 minuti portandolo in un’altra stanza lontano dalle cose per lui piacevoli. Anche in questo caso ci viene in aiuto una buona strategia ambientale, perchè dalla stanza verranno tolti tutti i rinforzi (giochi, televisione ecc…).
Quindi, una buona strategia ambientale di prevenzione del comportamento problematico può lavorare in sinergia con altre tecniche aumentando le possibilità di successo del bambino, ovvero il suo apprendimento di nuove abilità che gli sono utili ora e negli anni a venire.
💬 Che ne pensi❔
💬 Oltre agli esempi elencati, ti vengono in mente altri comportamenti infantili in cui può essere necessaria una buona strategia di programmazione ambientale❔
📪 Aspetto le tue risposte nei commenti.
Luciana (📱3281556141 📧lucianapellizzato@gmail.com)
Riferimenti bibliografici: Nisi A., Ceccarani P., Il comportamento e le sue conseguenze, pp. 25 – 27.
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