” I comportamenti che noi consideriamo problematici non lo sono affatto per il bambino. Questi, infatti, attraverso tali comportamenti, riesce spesso a comunicare e soddisfare i propri desideri” (Nisi, Ceccarani, p.28).
Infatti, tutti noi manteniamo in vita solo quei comportamenti che hanno benefici tangibili.
Dopo aver analizzato le conseguenze che mantengono in vita i modi di fare dei bambini (attenzione, ottenimento di premi, evitamento di situazioni difficili) è necessario intervenire sul comportamento dell’adulto e sulla preparazione dell’ambiente per ridurre in modo considerevole queste azioni disadattive.
Di fronte, ad esempio, a un bambino che grida e che butta per terra gli oggetti abbiamo capito che, continuando a spiegargli che non si fa, si ottiene che questa forma di attenzione negativa lo calma per un breve spazio di tempo, ma poi le crisi e i capricci si fanno sempre più intensi e frequenti.
➡️ Allora che si fa❔ ⬅️
“Bisognerebbe riuscire ad ignorare sistematicamente queste bizze. L’attenzione andrebbe data in abbondanza, invece, quando il bambino si comporta a dovere, ad esempio chiedendo le cose con garbo o indicando quello che gli serve” (Nisi, Ceccarani, p.16).
➡️ Come si fa ad intervenire in questo modo❔ ⬅️
Come prima cosa è necessario che i genitori sistemino l’ambiente, spostando in un’altra stanza gli oggetti che il bambino potrebbe rompere o con cui potrebbe ferirsi. Come seconda cosa è bene che i genitori facciano un enorme sforzo di autocontrollo, continuando a fare quello che stanno già facendo (preparare la cena, lavorare al computer, ecc.) ignorando il comportamento del bambino e non intervenendo su di esso.
Ignorare vuol dire agire come se il comportamento del bambino non ci fosse, non si sia mai verificato e, inoltre, per qualche minuto dopo la fine dell’emissione del modo di agire problematico il bambino non deve ricevere nessuna forma di attenzione o, peggio ancora, di gratificazione.
Due/tre minuti dopo la cessazione del modo di agire del bambino, i genitori potranno interrompere quello che stavano facendo e intervenire gratificando il bambino con quello che a lui piace di più, ad esempio leggendogli la sua storia preferita.
Replicando varie altre volte questo comportamento il bambino si renderà conto che i genitori sono disposti a dargli attenzione solo quando comunica con gentilezza, dimostrando collaborazione.
Il principio di ignorare il bambino nei suoi comportamenti problematici si basa sulla tecnica dell’estinzione: un comportamento a cui non seguono conseguenze positive tende a sparire spontaneamente! La tecnica dell’estinzione permette infatti che il bambino impari a sostituire i suoi comportamenti disadattivi con altri collaborativi, perchè ora è a questi che gli adulti faranno seguire conseguenze positive, in termini di soddisfazione dei suoi bisogni.
IGNORARE NON E’ SEMPRE FACILE. A volte può richiedere un pò di organizzazione ambientale, in altre può bastare un pò di fermezza, in altre ancora può essere sufficiente concentrarsi su qualcosa di diverso dal comportamento problematico (come ad esempio guardare la televisione, dedicarsi al proprio hobby …) , oppure si può, in altre circostanze, lasciare la stanza e ritornarci dopo che la tempesta è passata.
➖ DUE INDICAZIONI DI METODO ➖
1) Evitare di discutere con il bambino, di dilungarsi in spiegazioni o commenti vari. Al bambino gli si spiega UNA volta ( ⚠️ non durante le sue urla) che la mamma/papà e/o educatore non gli daranno più ascolto quando grida e/o lancia gli oggetti. Gli si può ripetere questa frase massimo due volte, dopodichè il comportamento problematico va ignorato in modo costante e coerente.
2) Un comportamento pericoloso del bambino, che arreca danni gravi a se e agli altri, non va mai ignorato (esempio: l’attraversamento della strada da solo oppure il lancio di oggetti pericolosissimi, quali forbici, sassi e coltelli alle persone), ma ad esso vanno applicate tecniche diverse da quella dell’estinzione.
Queste osservazioni del comportamento infantile vanno fatte in modo sistematico (ad esempio aiutandosi con l’ esempio di griglia messa in risalto nell’articolo “Perchè i comportamenti problematici continuano ad esserci”) e costante. Ripetiamo che è importante la coerenza (N.B. se al bambino si dice che verrà ignorato quando urla, di fatto deve essere così!).
Il comportamento problematico sparirà subito ignorandolo❔ Sfortunatamente no!
Quando si inizia ad ignorare un comportamento problematico, quest’ultimo si fa più intenso, perchè il bambino vede che, contrariamente a quanto succedeva prima, non riesce ad ottenere più nulla. Allora egli proverà con più forza ! E’ proprio a questo punto che la tecnica di estinzione ha incominciato a produrre i suoi effetti. A questo punto si tratta solo di non cedere e continuare ad ignorare il comportamento disadattivo del bambino anche quando questo arriva al suo culmine.
Questo perchè …
“se cedessimo proprio a questo punto, le conseguenze sarebbero probabilmente serie. Il bambino potrebbe infatti imparare che, se non ottiene subito l’attenzione a cui è abituato, deve solo comportarsi in maniera più problematica per poterne avere a volontà. E’ importante quindi proseguire fino in fondo la procedura di estinzione che abbiamo iniziato” (Nisi, Ceccarani, p.21).
Così facendo il comportamento del bambino gradualmente e costantemente migliorerà.
In questo caso (quando cioè le conseguenze del comportamento problematico sono dovute all’attenzione che il bambino riceve) il comportamento dell’adulto, in termini di costanza e coerenza, è fondamentale. In altri casi invece è necessario un maggior intervento sull’ambiente … … quindi a lunedi prossimo !
Luciana (328 1556141, lucianapellizzato@gmail.com). Attendo la tua esperienza. ✅ Hai mai fatto uso della tecnica dell’estinzione ❓
Riferimenti bibliografici: Nisi A., Ceccarani P., Il comportamento e le sue conseguenze, pp. 16 – 21.
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