Come l’attenzione mantiene in vita il comportamento problematico!

Per quasi tutti gli esseri umani, di qualunque età, l’attenzione degli altri è un’importante fonte di gratificazione e di rinforzo” (Nisi A., Ceccarani P., p.5).

Riconoscere i bisogni degli altri di essere guardati, apprezzati e ascoltati e, nello specifico, dei bambini è di vitale importanza, soprattutto se si vuole ottenere collaborazione.

I metodi per ottenere collaborazione possono essere l’uso della forza o dell’imposizione oppure far sentire alla persona che è soprattutto un suo vantaggio o una sua necessità comportarsi in modo socialmente adeguato e utile.

Da notare che l’attenzione può essere anche negativa, ovvero manifestarsi tramite rimproverisgridate e punizioni.

Infatti, non esiste solo l’attenzione positiva fatta da sorrisi, complimenti, frasi che denotano approvazione.

Ed è proprio l’attenzione negativa che spesso funge da rinforzo del comportamento problematico del bambino, ovvero ne facilita il suo ripetersi.

Immagina ad esempio un bambino che lancia per terra gli oggetti, oppure che si mette a gridare senza motivo. Cosa fai tu? Ovvio (quello che facciamo tutti noi): interrompi quello che stai facendo e corri a sgridare il bambino, a metterlo in punizione o, nei casi più fortunati, gli spieghi con dolcezza che non va bene comportarsi così. In due parole quindi dai attenzione al bambino (o attenzione positiva perchè sei comprensiva con lui, o attenzione negativa perchè lo sgridi).

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Ed è proprio questo dare vicinanza al bambino che fa si che lui mantenga questo suo modo di fare, perchè il fatto che il genitore o l’educatore stia con lui è un fattore forte capacissimo di controbilanciare il peso del rimprovero subìto. Rimproverando il bambino noi gli mettiamo a disposizione il nostro tempo, le nostre energie e lo facciamo sentire importante!

👉 Cosa fare allora: lasciare che distrugga casa? Che urli sempre per nulla?

Chiaramente no!

Una possibile soluzione la prenderemo in esame quando parleremo, ad esempio, della tecnica dell’estinzione.

🔍 Intanto se vogliamo essere genitori, educatori, baby sitter, nonni, zii con un atteggiamento un po’ più consapevole iniziamo a porci questa domanda: “E’ possibile che il comportamento problematico del bambino sia causato e mantenuto in vita proprio perchè subito dopo egli ha ottenuto da parte nostra una qualche forma di attenzione❓”.

Luciana (scrivimi la tua esperienza al 3281556141 oppure lucianapellizzato@gmail.com).

Riferimenti bibliografici: Nisi A., Ceccarani P., Il comportamento e le sue conseguenze, pp.3 – 5.

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